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Minas Morgul "Siedge of Darkness"
CDR 2004, Demo
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Minas Morgul è il nome di un progetto che vede coinvolti Jacopo Toedori, cantante e chitarrista degli Eligor, e Oblivion, il cantante dei Forgotten Lore. Nella fattispecie, Jacopo è la mente del gruppo, e si occupa di chitarra, basso e tastiere, mentre il suo compagno prende il posto dietro i microfoni ed è il compositore di tutti i testi. Al contrario di quanto si potrebbe sospettare leggendo il monicker della band, solo i versi di una canzone, intitolata appunto "Minas Morgul", sono ispirati a "Il Signore Degli Anelli". La proposta del duo è un black metal di chiara matrice nordica, principalmente norvegese, per certi versi paragonabile ai primissimi Taake (quando ancora si chiamavano Thule) e ai vecchi DarkThrone. Le chitarre sono rozze, ma comunque ben riconoscibili mentre tessono riff malinconici e depressivi, spesso ossessivi, tanto sono ripetuti con insistenza; la voce è impostata sul classico registro scream, talvolta portato all'estremo in maniera esasperata. La drum machine accompagna il lavoro a tratti a velocità inaudite, altre volte con ritmiche cadenzate, quasi marziali. C'è da dire che un batterista in carne ed ossa avrebbe sicuramente giovato alla buona riuscita di questo demo, visto che è fin troppo lampante come certi passaggi siano palesemente campionati, contrapposti ad altri molto più "umani". Neanche la scelta dei suoni, troppo finti e privi di aggressività, incontra i miei favori. Le tastiere fungono principalmente da accompagnamento, emergendo solo in rare occasioni. In questi frangenti i Minas Morgul ricordano i Manes dei bei tempi, per come sanno evocare atmosfere lugubri e sinistre. La registrazione è adeguata, tanto che si riescono a seguire tutti gli strumenti senza difficoltà, e per di più trasmette una sensazione di gelo e distacco. Musicalmente non stiamo assistendo a nulla di originale, questo è sicuro. I cinque pezzi del demo in questione sono suonati in maniera precisa e con la giusta attitudine; peccato che alcuni passaggi siano un po' banali e sappiano di già sentito. Le canzoni non sono molto varie, come vuole il genere, però contengono qualche stacco efficace che riesce a renderle meno monotone del previsto. Purtroppo, nelle cinque tracce, sono comprese anche intro e outro, per cui alla fine le canzoni vere e proprie rimangono solamente tre. Mi permetto di criticare la scelta della lingua norvegese in un paio di titoli: io la vedo solo come una gran spersonalizzazione da parte della band. L'aver optato per l'italiano avrebbe sicuraente denotato un coraggio maggiore. Che senso ha intitolare una canzone "Mitt Begjaer Oppfylt", quando poi il testo è tutto in inglese? La veste grafica del demo è affascinante, per quanto non sia nulla di originale; il libretto è di quattro pagine e contiene i testi. Concludo dicendo che questo demo è stato stampato in 500 copie, che non verranno inviate a nessuna casa discografica, visto che i Minas Morgul hanno intenzione di produrre i propri lavori successivi col marchio della Obscura Records, la loro casa discografica personale, nata per supportare unicamente la scena romana. Per il futuro, il mio consiglio è quello di cercare una propria dimensione più personale, migliorando quegli aspetti poco convincenti che ho menzionato in precedenza. "Siedge Of Darkness" rimane un demo d'esordio più che sufficiente, ma che mostra ampi margini di miglioramento.